venerdì 24 luglio 2009

Nordschleife Experience 2009_Part one

Sono tornato da una ventina di giorni e non ho ancora scritto nulla. E' strano e mi chiedo il perchè. Le altre volte, 2005/2006/2007/2008 (scusate la presunzione), non facevo in tempo ad aprire la porta di casa che già mi trovavo a scrivere il diario. Questa volta è un pò diverso. La "familiarità" con il luogo comincia a farsi sentire e si trasforma in una sorte di "normalità" a scapito dell'entusiasmo stellare delle scorse edizioni. La presenza di un bel gruppo di amici, ha reso meno necessaria la condivisione di emozioni vissute insieme. Ma forse mi sono dimenticato dei 2 protagonisti veri di questa storia.

LUI il Nordschleife da un lato, LEI la mia Duchessa dall'altro. Come descriverli? Semplicemente straordinario e infinito il primo, meravigliosa nella Sua essenza lei.
Sulla soglia dei 100 giri (- 16), rimango sempre più stupefatto di questo circuito. Ogni parola non è degna, ma le emozioni sono realmente sempre più forti, più belle, dell'anno prima. Ogni curva tenta di diventare parte della tua memoria, e quando il tuo cervello riesce a trovarla tra una serie infinita di informazioni l'appagamento è unico. Oltre all'aspetto oggettivo e tecnico cè poi quello emotivo che è a dir poco straziante. La paura, e la tensione sono componenti essenziali di ogni giro al ring, e sfidarle ti rende ogni volta vittorioso verso quegli spettri con cui viviamo ogni giorno: le paure. Quando sei finalmente fuori dalla destra di Galgenkopf, sei letteralmente in paradiso e sei nel tuo piccolo un Davide che ha sconfitto il Golia. La confidenza qui è una parola da dimenticare, non sei mai a tuo agio, anzi, mille pensieri continano a ronzare nella tua testa per consigliarti prudenza: sarà umido da qualche parte? Aspetta che passi questo omento di folla... Mamma mia e se quel Porshe mi arriva dietro ad Aremberg? Qualche incidente? Ogni sosta all'ingresso diventa una osservazione attenta di quello che sta per capitare appena al di là della rete, eun tentativo continuo di capire in quali punti si può nascondere una nuova insidia oltre alle già numerose che questo nastro d'asfalto possiede nel suo codice genetico.

La Moto: dopo 2 anni di Boxer quasi non ricordavo l'adrenalina della supersportiva, se poi aggiungiamo che il 1098S è superlativa si fa presto a fare 2 conti su quello che ho provato. Bilanciata ed equilibrata sono i primi 2 aggettivi che mi vengono in mente. Dimenticare la straripante potenza dell'R1 è impossibile, ma le gratificazioni che ti da il Duca sono assolute. Ma ci sarà tempo e modo di parlarne.