mercoledì 20 gennaio 2010

KAWASAKI H1 500 MACH III (1969)

L'articoletto l'ho scritto io............. (Birex)

Gli anni 70 sono stati fondamentali per lo sviluppo motociclistico e hanno fatto salire in sella tantissimi appassionati. Anche se l’Inghilterra e l’Italia proponevano modelli molto interessanti e di altissimo livello, non si può negare che le giapponesi abbiano infiammato e fatto impazzire moltissimi giovani e non dell’epoca. Sono parecchi i modelli di quella fantastica decade: Suzuki GT 750, Yamaha RD 350, Honda CBX 1000, Kawasaki Z1 900, ma 2 sono le regine indiscusse, le mitiche, le leggende per antonomasia: l’Honda CB 500/750 Four e la Kawasaki H1 500 Mach III.

Se l’utente era una persona sensata e non aveva grosse esperienze di guida si buttava tranquillamente sulla più pacifica, equilibrata e turistica Honda; ma chi cercava scariche di adrenalina e una accelerazione senza eguali si gettava a capofitto sulla Mach III: 3 cilindri, 2 tempi, 60 cavalli, 12,6 sec nel km con partenza da fermo, 200 km/h.

http://www.youtube.com/watch?v=Ie0gBFLS3yc

Queste prestazioni incredibili per l’epoca e non solo contraddistinguevano questa fantastica moto che aveva 2 soli problemi: i freni e il telaio!!!!????. Se queste 2 caratteristiche erano un comune denominatore per le moto degli anni 70, qui sulla Mach III erano portati all’esasperazione da un motore sovradimensionato con prestazioni assurde: quando il 3 cilindri entrava in coppia con un sibilo mostruoso la moto veniva proiettata e sparata come da una fionda e solo pochi sapevano controllarla; finchè si andava ad andature normali la moto era anche precisa e non dava problemi ma con un motore del genere era impossibile non accelerare e sui curvoni veloci si innescavano pericolosi ondeggiamenti e la moto sembrava un serpente in preda agli spasmi. Quando era tempo di frenare, salvati cielo, ruote piccole e tamburo anteriore garantivano tutto tranne che rallentamenti fulminei.

http://www.youtube.com/watch?v=d9NLfVezn3M


Fattostà che questa moto piaceva così e proprio per questo veniva comprata dagli smanettoni, una moto unica, incredibile nei suoi pregi e difetti, bella da domare e da esibire ai raduni o sui passi di montagna. Kawasaki H1 500 Mach III un simbolo degli anni 70, un simbolo indimenticato per la vera passione a 2 ruote.
In allegato una foto della primissima versione, la più bella e ricercata dai collezionisti, quella col tamburo anteriore e gli incavi sul serbatoio. E’ uscita nell’estate del 1969, è vecchia come me e sarebbe un gran pezzo da portarmi a casa….sono andato a vedere in rete e esemplari tenuti bene e in buone condizioni sono in vendita anche a 16000 euro!!!! Credo di non comprarmela almeno per il momento e accontentarmi delle foto sui libri……..


areiiiii Birex

martedì 12 gennaio 2010

News DVD Mondocorse

Su segnalazione del Vice Birex, che si rivela sempre prezioso, vi segnalo gli ultimi titoli in vendita. Se questa non è nikkia...'

Titolo 1
"Ale Matzuko - L'uomo senza paura"


(Bici, skateboard, sci, monopattino, macchina, moto....qualunque sia il mezzo, lui è sempre a manetta e non ha paura di niente e di nessuno. On board eccezionali delle sue scorribande in macchina o in moto vi faranno sussultare sulla poltrona di casa con il rewind. Molto rispettoso e timido nei confronti degli altri si trasforma appena prende confidenza con il mezzo e dal punto di vista dinamico questo dvd ne rispecchia l'essenza.)

Titolo 2
"Jody Duca Pazzo"
(Un dvd entusiasmante. Se siete dei patiti del wheeling e del bicilindrico più famoso del mondo non potete perdervi questo documento eccezionale su uno dei racer più narcisisti ed esibizionisti del pianeta. Impennate in centro storico (obbligatoriamente in piedi sulle pedane), accelerazioni e corse folli vi faranno rabbrividire con forti emozioni di questo dvd).
Titolo 3
"Nonno Albe e Puppy - Sfida oltre ogni limite"
(Narra la storia e le vicende umane legate al famoso duo di racers padovani partito negli anni 90 e che continua tuttora in un crescendo di emozioni. On board, impennate, tirate pazzesche senza respiro vi faranno sobbalzare sulla poltrona. La storia dei 2 personaggi e le loro avventure riguardano sono il periodo VTR - R1 in un crescendo entusiasmante di adrenalina allo stato puro - da non perdere). Un appendice sui tracciati stradali preferiti dal Nonno Albe e dal Puppy in alcuni loro video vi lascerà senza respiro.)

Titolo 4
"Birex - Adrenalina verde"
(Vengono ripercorsi in questo dvd i momenti salienti della vita motocilcistica di uno dei più noti racers padovani. La sua guida pulita e mai esasperata, la sua velocità su strada e il rispetto per gli altri ne hanno fatto un esempio per generazioni. Qui vengono messi in risalto solo gli anni in verde da quando nel 1991 salì per la prima volta sopra una Kawasaki e da lì non è più sceso: volate sui passi di montagna, scorribande con gli altri racer e molteplici esperienze su 2 ruote vi terranno inchiodati al video)

domenica 10 gennaio 2010

Non male la crucca...

L'altro giorno, casualmente, sono passato in un concessionario BMW per vedere la nuova nata dell’elica e non vi nascondo che sono stato sorpreso.
Bella. Indubbiamente bella. Il mercato delle supersportive, giapponesi in prima fila, ha vissuto e vive, da alcuni anni, una grossa crisi, non tanto tecnologica o prestazionale, quanto di idee stilistiche che in passato ci hanno fatto innamorare delle varie GSX, CBR, R1 etc.
Trovare qualcosa che piace e che “stacca” dalle solite giapponesi degli ultimi anni, non è facile, ma osservandola da vicino e con attenzione si notano particolari che ne fanno una moto che merita considerazione.


L’esemplare da me visto era particolarmente curato (versione replica bicolore, ampio utilizzo di carbonio, scarico Akrapovic, pedane raffinatissime…), e solo la fretta mi ha impedito di stare li ancora qualche minuto ad osservarla e magari salirci.
Apprezzata la scelta di evitare il doppio scarico galattico a favore di uno più “automobilistico” che alloggia nella parte inferiore, e indovinata, anche se più tradizionale, la scelta di un cupolino assimmetrico e “staccato” . Colpiscono poi le dimensioni: è piccola e basta.
Dalla mia rapida osservazione, non ho notato Ohlins o “roba” del genere, ma sospendo qualsiasi tipo di giudizio non avendola provata e avendo letto solo alcune righe di alcune recensioni.
Al di la dei valori nominali di potenza (193 CV…, nati poi da un dimensionamento quadro dei cilindri e da una corsa ridottissima), (iera boni tuti…), pare che il “bello” stia in una gestione elettronica da paura con controlli su frenata, gas, angolo di piega, e purtroppo sui wheeling (a me questa cosa limita molto… J). In definitiva BMW con questa opera si allontana volutamente dal suo bacino di utenza e va alla ricerca di nuovi motociclisti facendo l’occhiolino agli appassionati smanettoni, anche con un prezzo in linea con le dirette concorrenti. Non sono in grado di dire se riuscirà a conquistare fette importanti di mercato, ma il coraggio se non premiato va apprezzato. Due ultime considerazioni:
1) siamo lontani dal fascino Ducati
2) mi piacerebbe averla in garage più che altre Japan